Resident Evil Rebirth-quando la minestra riscaldata, alla fine, piace
Come può un videogames di 9 anni fa (che, nel contesto video-tecnoludico corrispondono più o meno ad un era geologica) essere considerato ancora oggi un buon prodotto?
Capcom lancia la sfida, e Ninendo la accetta.
la prima in perenne ricerca di utili.
la seconda in perenne ricerca di pubblico adulto.
E il risultato finale stupisce un pò tutti.
Stupisce trovare DUE mini-Dvd nella confezione (con conseguente commento "ma quanto c**** sarò lungo?").
Stupisce che, invece di comandare i sinuosi movimenti della bella e prosperosa Jill, mi ritrovo al volante di un Tir da quattro tonnellate.O almeno la risposta ai comeandi sembra quella.
Stupisce il digerire il sistema di controllo, manco fossero i peperoni ripieni che fa mia madre.Anche se a volte c'è qualche rigurgito.Come con i peperoni ripieni.
Stupisce una grafica che, fra alti e bassi, mantiene uno standard altissimo.
Stupisce l'atmosfera che si crea nella magione.L'essere sempre in tensione anche se si conosce, o si crede di conoscere, quello che stà in fondo al corridoio.Adesso escono gli zombie dalle finestre.Lo so.E' troppo scontato...Hey, ma perchè non escono?
RE è la gallina vecchia che fa buon brodo.
L'amico bruttoccio e sudicio che però fa sempre un sacco di battute.
La routine quotidiana, che però affascina come una carta moschicida (?)
Eppure di argomenti per stroncarlo ce ne sarebbero a migliaia
Come il sistema di salvataggio scomodo.
Le casse portatutto a mò di "principio dei vasi comunicanti".
Gli enigmi illogici, ma neppure tanto.Metti una moneta e si apre la porta.Come i servizi igienici alla Stazione dei pullman di Bergamo.
Sistema di gioco collaudato, atmosfere alla Lovecraft, musiche angoscianti quanto basta, armi potenti, mostri di ogni genere e belle(bella) regazze(ragazza).Che pretendere di più?
Forse un poco di realismo.Giusto un poco.
Negli scontri come negli enigmi.
e una maggiore mobilità del personaggio.
Dannazione, siamo nel Ventunesimo secolo!
Capcom ascolta le lamentele dei fans, e dopo anni di sussistenza su quegli stilemmi fa tesoro dei consigli me partorisce Resident Evil 4.
Ma ancora di Survival Horror si tratta?
Meglio vagare in una magione, oramai disinfestata, imprecando mentre, per l'ennesima volta, si ritorna a quell' odiosa cassa per prendere lo smeraldo che apra il portagioie (?) o sterminare decine e decine di zombie in alta risoluzione?
Ebbene io mi siedo al centro, tra i Conservatori (ma devo stare attento a non farci l'abitudine).
Knives
John Densmore-quando i soldi, forse, non sono tutto
Insieme al nuovo formato, più massiccio e di conseguenza più ingordo di pubblicità, il settimanale Panorama ci propone questa settimana un intervista a John Densmore, batterista dei leggendari Doors.
Tema dell'intervista è l'offerta di 15 milioni di dollari, rifiutata da John, che la nota casa automobilistica Cadillac ha offerto ai rimanenti Doors per utilizzare la canzone Break on though (to the other side) in uno spot televisivo.
E il veto vigente tra i membri del gruppo riguardo l'utilizzo del materiale ha lasciato a bocca asciutta Ray Manzarek e Robbie Krieger, bassista e chitarrista, che si erano fatti ben pochi scrupoli sulla questione, e già si preparavano a ricevere l'ennesimo assegno.
John ha motivato la sua decisione come un atto di rispetto verso Jim, ma anche verso tutti coloro che sono cresciuti con la loro musica, quella musica che mescolava speranza e rassegnazione, amore e morte, poesia e avidità.
Ideali sostenuti da una forte base economica (o forse il contrario, come direbbe Marx) oppure pura e semplice, e furba, pubblicità?
Per oggi accantono ogni malignità e condivido con John i suoi ideali (solo e solo quelli, purtroppo...)
Tutto è spudoratamente preimpostato.
Avete ogni ragione di lamentarvi, ma sono troppo pigro per personalizzare il tutto. Chiedo venia.
Il Blog inizia qui.
Buona visione.